Studio Giano intervista Bruno Gallo

9 domande e una passione che porta lontano

5 aprile 2016 by admin

Ci è venuto a trovare Bruno Gallo, un giovane ricercatore italiano che lavora in un progetto di ricerca all’Imperial College di Londra. Conosciamolo meglio, la sua storia è una storia di passioni e anche di coraggio di mettersi in gioco.

Genesi di una passione

Una tua piccola biografia, dove sei nato e cresciuto?

Il mio nome è Bruno Gallo, sono nato a Genova il 30 dicembre 1989. Genova è un bel posto per crescere, la natura e l’uomo convivono intrinsecamente dove le Alpi cadono a picco nel Mar Mediterraneo. In questo ambiente sono sempre stato appassionato nel capire come la natura governa le relazioni tra gli organismi.

Che studi hai fatto?

Sono sempre stato interessato alle materie scientifiche fin da quando ero un adolescente, quando ho preso il diploma scientifico indirizzo scienze presso il Liceo Scientifico Luigi Lanfranconi di Genova. Dopo il diploma, nel 2008 ho iniziato a studiare presso la Facoltà di Scienze ambientali marine all’Università di Genova, dove mi sono laureato nel 2012 con voto finale di 102/110.

A Londra si cresce!

Come sei arrivato a Londra?

Nel giugno 2012 ho fatto domanda di ammissione per un Master in Scienza in sistemi di acqua dolce e costieri alla Queen Mary University of London. Sono stato accettato e ho iniziato a ottobre 2012. E’ stato un passo fondamentale nella mia vita e nella mia carriera ed è stato a questo punto che ho davvero deciso di diventare uno scienziato.

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  • Bruno Gallo all'Imperial College - Londra
    Bruno Gallo
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  • Studio Giano e Bruno Gallo

 

Quali differenze hai trovato fra l’università inglese e quella italiana?

Ho trovato molte differenze tra le università in Italia e nel Regno Unito. Le università italiane ti danno basi molto forti in materie scientifiche come matematica, fisica e chimica, ma sono carenti in materie pratiche, infrastrutture, e laboratori. D’altra parte, le università inglesi indirizzano gli studenti direttamente in quello che faranno dopo la laurea, che è ciò che veramente mi ha affascinato di più. Questo approccio completamente differente è quello che mi ha spinto a decidere che la ricerca era ciò che avrei voluto fare in futuro.

Ring of fire, passione e creatività

Attualmente di cosa ti stai occupando?

Ho iniziato il mio dottorato di ricerca a ottobre 2015 presso l’Imperial College di Londra. Il mio progetto è parte di un grande fondo di ricerca di £ 3,7 milioni di sterline finanziato da NERC per studiare gli effetti del riscaldamento globale sulla catena trofica nel circolo polare artico in fiumi geotermici. Questo progetto, suggestivamente chiamato dalla comunità scientifica “The Ring of Fire”, ha collaboratori in 35 istituti di 10 paesi di tutto il mondo ed è il primo studio che esamina il riscaldamento globale legato a cicli biogeochimici su scala globale.

Come si svilupperà il progetto Ring of Fire?

The Ring of Fire è un progetto di quattro anni che si svilupperà in diverse aree di ricerca ecologica: molecolare, microbica, e biochimica. Questa ricerca verrà effettuata non solo nelle università e nei laboratori, ma anche in 5 siti artici: Islanda, Alaska, Groenlandia, Svalbard e Kamchatka. Il lavoro sul campo si svolgerà durante il periodo estivo e il primo sito sarà l’Islanda nel giugno del 2016, dove tutta la squadra si riunirà per decidere quali metodi di campionamento saranno utilizzati in tutti i siti.

Sogni e progetti

Qual è il tuo sogno?

Il mio sogno è quello di gestire un giorno un mio gruppo di ricerca in cui sarò in grado di svolgere attività su diversi aspetti dell’ecologia. Nel frattempo, avrò il tempo di costruire una famiglia che per me è uno dei valori più importanti della vita.

Ti piacerebbe tornare in Italia per lavorare a nuove ricerche?

Io dico sempre che se avessi avuto la possibilità di fare quello che sto facendo attualmente a Londra non avrei mai lasciato il mio paese. Purtroppo, per il modo in cui si stanno sviluppando le cose in Italia non riesco a vedermi tornare indietro nel futuro prossimo.

Che garanzie ti piacerebbe avere?

Come ho già detto, mi piacerebbe avere una posizione permanente nel campo della ricerca, che mi permettesse un giorno di avere la stabilità necessaria per costruire una famiglia.

 

Grazie Bruno per il tempo che ci hai dedicato, seguiremo con molto interesse la tua ricerca.

Ci vediamo a giugno in Islanda, allora!


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